fèmmn è

fèmmn

Una parola breve, a me cara, che accoglie tutte le declinazioni della donna, dalla magnifica alla scandalosa, abbracciando le infinite potenzialità di cui è portatrice.
Il primo modello è stato mia madre e le sue caratteristiche innate: forza e mani operose. Il suo colore è il verde dei boschi, profondo, fermo e avvolgente. Ancorata a terra.
Spesso ripete: << …nascere è un caso e vivere una virtù >>. Il caso è la possibilità offerta, la virtù anche una capacità da cercare.
La mia ricerca parte da lei alla volta della mia espressione, che voleva contribuire. Una dimensione fatta di tanti colori, e di una modalità leggera che a volte mi stacca da terra, più forte della paura di cadere.
Ho un amore viscerale per tutto ciò che brilla, cangia, luccica e diffonde.
Le donne della mia vita sono un universo: luminose risplendono, interagiscono e vivono, creando un'infinita danza di maree...

"Nascere è un caso e vivere una virtù"

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i significati

L'attenzione ai significati ha radici.
Nasco nella colorata fisicità del mio dialetto: veloce, sottinteso e mimico. Abbrevia il suono, allega il gesto e arriva prima. L'italiano è più lento, compiuto e distante, è stato successivo, una conquista parziale. Lo riservo all'esterno.
L'interno è fatto di vocali aperte e chiuse, dolci e sibilate, nervose e marcate, finali spezzate e masticate: interi concetti in una semplice o duplice sillabazione.
Le parole in lingua sono pensate, le dialettali lanciate.
Ho il vezzo di pronunciarmi in dialetto anche con chi non lo condivide; è un modo di trasmettere una parte di me che esternando mi definisce meglio.

"Le parole in lingua sono pensate, le dialettali lanciate"

io

Sono abruzzese e vivo a Celano, il mio bellissimo paese.
Mi piace ridere, adoro i lieto fine e vivo allegramente le possibilità che offrono le opzioni alternative.
Fantasticare mi viene naturale e creare è sempre stato un mio grande sogno.
Fèmmn è un'esperienza nuova.
Ho pensato e ripensato, ho disegnato e spiegato, ho condiviso e ho cambiato opinione, ho riso, ho pianto, ho imparato, ho puntato i piedi e ho messo in discussione le mie e le altrui capacità... ho urlato, anche, con l'obiettivo di vedere realizzate le borse che avevo immaginato.
Spero siano capaci di trasmettervi una piccola parte delle emozioni che le hanno animate, creandole.

"Adoro i lieto fine"

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